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La sera dopo
Mi chiamo Silvia, la mia professione è quella di organizzare raduni, concerti, convegni e quanto altro, mi piace farlo e cerco di farlo al meglio.
Solo una cosa mi piace di più e riesco a far meglio: il sesso.
Lo adoro in ogni sua forma, lesbo, gang, singolo e perfino da sola.
Non mi basta mai.
Questo mi è successo all’inizio di questa estate.
Mi trovavo in Liguria per preparare un concorso musicale.
La sera prima del concorso per un imprevisto mi sono ritrovata nel mio ufficio allestito in un camper, (quando giro per l’Italia voglio le mie comodità seppur minime come un camper).
Mentre sono al telefonino sento bussare, dico avanti, ed entra il responsabile del palco con altri tre giovani, faccio loro segno di sedersi e termino la telefonata.
Mentre ero ancora al telefono voltata di schiena nel riflesso del finestrino vedevo i loro sorrisini maliziosi e le smorfiette di apprezzamento che facevano al mio culo.
Premetto sono una donna di 45 anni, ma sono ancora messa molto bene, un bel culo un seno generoso anche se non grande, e a detta di chi mi conosce un bel viso.
Riaggancio il cellulare mi volto e saluto, chiedo il perché di questa visita e il capo, un bel siciliano di circa 40 anni, mi dice che è una questione di soldi, il loro responsabile ha detto che sono io a gestirli.
-Non ne so niente!- rispondo –posso informarmi domani con lui.-
Mi guardano fra il perplesso e il diffidente.
Poi uno guarda gli altri e mi chiede –Come facciamo a fidarci di te?-
-Non scappo certamente stanotte,- risposi –domani c’è il concorso!- e sorrido.
Anche loro si sciolgono un po’, mi sento dentro l’inguine un fruscio, sono tre giorni che non provo un orgasmo, e anche l’ultimo ho fatto tutto da sola col mio vibro.
L’odore dei quattro uomini nel fresco del camper è un afrodisiaco mostruoso, forse anche loro sentono qualcosa, mi si bagna la fighetta vergognosamente, arrossisco come se loro se ne fossero accorti.
-Posso offrirvi da bere?-.
Accettano, non ho alcolici e si accontentano di aranciate e coca-cola, il camper è stretto, e muovendomi per servirli struscio contro i loro corpi.
Inchinandomi verso il capo sento che i suoi occhi cadono nella mia scollatura, ma non è tanto questo a eccitarmi quanto una mano che accarezza l’interno delle mie cosce.
Fingo di non accorgermene, ma allargo le gambe, sento i due dietro di me sghignazzare, i due di fronte forse non se ne sono accorti.
Sento una mano sollevare la mia gonna leggera, porto solo perizomi e il mio culetto appare ai due spettatori in tutta la sua bellezza.
-Vittorio, guarda che roba!- e con garbo mi girano verso gli altri due che mi scrutano da intenditori.
Ormai sono eccitata fino allo spasmo, ma ho deciso voglio che siano loro a condurre il gioco: oggi mi va di fare la schiava.
Mi sfilano il vestito, è caldo e non porto il reggiseno, non ne ho molto bisogno, le mie tette stanno su da sole.
Sento alcune mani che mi accarezzano il corpo, stringono le tette, altre che mi sfilano il perizoma, comincio a sentire bocche che baciano il mio seno e che leccano i capezzoli.
Sento uno di loro prender la mia mano e portarla sul cazzo, è duro e considerevole, lo stringo e comincio a muovere la mano, ne sento un altro strusciare la cappella del suo uccello sulle mie natiche.
Mi stendono sul tavolinetto della console, le mani mi frugano in ogni dove, le dita entrano ed escono da ogni mio buchino, il capo mi si porta di fianco con il cazzo già duro in mano, non è lungo ma è molto grosso e mi riempie la bocca, lo succhio e lo prendo in bocca completamente mi riempie quasi non riesco a respirare.
Quello di nome Vittorio nel frattempo mi si è messo dall’altra parte e, prendendomi la mano se la porta sull’uccello di buone dimensioni, adesso alterno nella bocca un po’ uno e un po’ l’altro, nel frattempo gli altri due si alternano dentro la mia figa ormai zuppa di umori, non capisco chi è che mi penetra ma mentalmente gli faccio i complimenti per le dimensioni, così in un attimo godo, un orgasmo profondo e soddisfacente.
-Ora tocca a me!- dice l’altro e spostando il primo mi penetra anche lui, non è come quello di prima, ma nonostante le dimensioni più normali, sa muoversi.
Sento i suoi colpi spingermi verso l’alto, succhio i due cazzi avidamente, poi mi fanno alzare dal tavolo, si sdraia il ragazzo da cazzo grosso e io mi ci sdraio sopra impalando la figa sul suo palo.
-Non sarai mica vergine nel culo?- mi dice il capo, e senza aspettare la mia risposta, peraltro avrei solo confermato che era già ben transitato, mi sento il suo cazzo entrare di colpo, i due rimanenti si portano di fianco al tavolinetto e mi mettono a disposizione di bocca i loro cazzi duri.
Vengo almeno altre due volte, sento il capo svuotarsi dentro il mio culo mentre il palo nella figa continua a stantuffare.
Uno dei due scambia posto col capo e mi trapana il culo con veemenza, mentre il capo mi porge alla bocca il suo uccello bagnato di sperma e un poco più mollo che succhio e ripulisco dagli umori.
Anche il secondo mi viene nel culo che ormai comincia a bruciare un po’, ma non voglio mollare, così parte il terzo a piantarmelo nel sedere, mentre mi ritrovo a pulire dallo sperma l’uccello appena uscito dal mio didietro.
Vengo ancora, la figa mi sbrodola, la bocca è piena di cazzi che sono di nuovo duri, il terzo mi viene ancora nel sedere, sento che anche quello che ho nella figa sussulta e mi riempie di sborra calda.
Ci stacchiamo e mi inginocchio davanti ai loro cazzi, lecco, succhio ripulisco dallo sperma le loro cappelle, sento colare lungo le cosce i loro umori, li tocco e mi lecco le dita.
Il capo mi prende per i capelli e mi viene sul viso, sulle labbra ed io senza farmi pregare, lecco ogni goccia, uno dopo l’altro mi vengono chi in bocca chi addosso e in faccia.
Li guardo, nuda seduta su una poltroncina del camper, mentre si vestono, sorrido mentre li sento commentare la mia prestazione.
-Vi aspetto domani sera per pagarvi!- dico ammiccando.
-Adesso ci fidiamo sicuramente di te, e stai tranquilla domani sera veniamo e forse portiamo un altro amico.-
Escono mi avvio verso la doccia, ma non faccio in tempo ad arrivarci che mi riassale la voglia di cazzo, mi sdraio sul letto e accendo il vibratore, lo passo sulla bocca per lubrificarlo, poi lo sposto alternativamente dal culo alla figa.
Dopo due orgasmi favolosi, mi lavo mi vesto ed esco per la cena, in attesa della sera dopo.

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