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Scoprire la troiaggine di mia moglie-Parte seconda
Sono Roberto. Ci siamo sentiti il 19 marzo 2014 raccontando l'avventura di mia moglie Pina con Piero, il titolare dell'impresa che ha eseguito i lavori di ristrutturazione della vecchia casa dei miei suoceri dove subito do po ci siamo trasferiti. Quella fu l'occasione in cui scoprii la troiaggine di mia moglie. (Vi consiglio di leggere il primo racconto per conoscere come sono andate le cose). Il mio problema era come dire a mia moglie che a me piaceva guardarla mentre era alle prese con un altro cazzo e farlo in tre. Sicuramente mi avrebbe preso per un pervertito. Né potevo confessarle che l'avevo spiata quando si era fatta scopare da Piero. Non l'avevo nemmeno con lui, anzi era stato l'artefice di tutto e nel mio io lo ringraziavo. Fra l'altro ero convinto che dopo quella volta si sono incontrati ancora, anche dopo la fine dei lavori. A volte riscontravo in lei atteggiamenti che non lasciavano dubbi: una volta, per esempio, rientrando a casa andò direttamente ad infilarsi sotto la doccia ed io mi eccitai al solo pensiero che si era fatta sbattere come una troia. Prima ancora invece, durante i lavori, stette un paio di giorni indolenzita. Per un mal di schiena, diceva lei, io invece convinto, da certi suoi comportamenti e dal continuo uso del bidet, che Piero le avesse rotto per bene il culo. Con me non l'aveva mai fatto. Tuttavia, tutto sommato, i nostri rapporti sessuali erano stati sempre soddisfacenti. Adesso però avevo questo problema. Qualcuno mi ha aiutato; ho ascoltato il consiglio di un commentatore del mio primo racconto: confessarle, mentre scopavamo che mi sarebbe piaciuto vederla fare sesso con un altro. Alla fine ci sono riuscito, ma trovare il momento giusto e il coraggio, non è stato facile. E la sua reazione? Intanto continuavo ad immaginarla con Piero che le rompeva il culo e le sborrava in bocca. Quando scopavamo le mie fantasie nascoste galoppavano e ne seguiva un grandissimo godimento. Pensai che fosse il momento giusto un sabato sera, all'inizio del mese di giugno. Di ritorno da una cena con amici e amici di amici, approfittando anche del fatto che avevamo lasciato i bambini dai miei e sarebbero rimasti a dormire lì. Volevo già sbilanciarmi in macchina ma non trovai lo spunto giusto. Andammo subito a letto. Lei prima di me. Quando entrai in camera la trovai a pancia in giù e culo in aria ed, essendo già caldo, in slip e una camiciola. Era accesa la luce del suo comodino. Mi misi a letto e la spense. Accesi quella del mio comodino. Capì che volevo scopare e disse che eravamo stanchi ed era tardi. Io le ricordai che l'indomani era domenica, che eravamo soli e potevamo stare con la luce accesa. "Non ti va di giocare un po?" "Come vuoi giocare?" "Intanto fammi guardare questo bel culone" dissi palpeggiandoglielo. "Che c'è di bello?" "Mmmm! Lo sai come mi sono eccitato stasera?" "Niente di meno! A guardarmi il sedere? Fissato!" "No a guardartelo io, ma vedere come te lo guardavano gli altri". Intanto le sfilai gli slip e lei mi aiutò muovendo i fianchi. "Me lo immagino, tutti a me guardavano" Per forza, questi jeans bianchi ti fanno un culo che a solo guardarlo fa venire certe voglie. Chissà in questo momento quanti di quelli che erano presenti questa sera si staranno segando pensando al tuo culo". Intanto la mia mano fra le sue chiappe, fu giù fino a stuzzicarle il clitoride. Sospirò. "Ma che vai a pensare? Come sei diventato?", disse ansimando. Per quella sera non andai oltre per timore di rovinare tutto, ma ne seguì una scopata con lei al massimo dell'eccitazione. Mentre mi cavalcava ritta col cazzo nella fica, le palpai forte le tette invitandola a venire giù. Sussurrai: "Così ti fai vedere il culo. Ti piacerebbe che qualcuno in questo momento ti guardasse il culo e la fica sconquassata dal mio cazzo?". Godeva. Ci leccammo freneticamente lingua contro lingua e sussurrò: "Si, si. Ma fa questo effetto il mio sedere?". Dopo di che ebbe un orgasmo intensissimo. Non e che ci fossero tante occasioni, ma quelle volte che accennavo l'argomento, anche sussurrando al buio della nostra camera da letto, la trovavo sempre più disposta al gioco. Poi, una mattina, essendo la sua auto in officina, accompagnandola in ufficio, dopo aver lasciato i bambini dai miei, essendo le scuole già chiuse, vedendola piuttosto nervosa, le chiesi il motivo. Rispose che sarebbe stata una giornata nera. Aveva da istruire una pratica così rognosa che a solo pensarci non sarebbe andata in ufficio e che non sopportava più il suo capo reparto perché tutte le rogne le passava a lei. Sorrisi e le dissi di fargli guardare le cosce come le stava facendo guardare a me e sicuramente avrebbe cambiato atteggiamento. Indossava una gonna attillata e, seduta in auto, era salita su lasciando scoperte le sue belle cosce. "Si, mi faccio guardare le cosce! Ma come sei? A volte non ti capisco" "Perché non ti piace che ti guardano le cosce? Con le tue cosce e il tuo culo puoi risolvere qualsiasi problema". Sorrise come per dirmi che ero pazzo. Facevo di tutto perché potessimo restare da soli. Non era facile, ma i miei mi vennero incontro: avevano preso, per luglio e agosto, un bilocale nella vicina località di mare e i bambini erano felici di stare al mare con i nonni. Eravamo liberi ma nello stesso tempo, considerata la distanza di pochi chilometri, potevamo trascorrere parte della giornata con loro. Saremmo andati in ferie per ferragosto e avevamo prenotato in un villaggio turistico per la prima settimana di settembre. Trovandoci quindi da soli il nostro gioco diventò giornaliero, più spinto e con lei sempre più complice. Così quando le chiesi, mentre le stuzzicavo il clitoride, come era andata a finire con quella pratica rognosa e se il suo capo continuava a darle a lei, mentre gemeva, sorrise imbarazzata e rispose che aveva seguito il mio consiglio. Sorpreso continuai: " Allora ti sei fatta guardare le cosce?" "Insomma....ho cercato di...." Sospirò e gemette. "Come hai fatto? Gli hai fatto girare la testa?". Sospirò ancora e ,guardando il mio cazzo che faceva su e giù nel suo pugno disse: "Come ho fatto? Che ti sembra che non sono capace di fare girare la testa ad uno?" Mentre mi guardava con quel suo sguardo accattivante ed io eccitato che stavo quasi per venire, le chiesi: "Te le sei fatte accarezzare?" "Lui ci spera" "Ti sarebbe piaciuto?" "Forse". Capii che stava venendo fuori tutta la sua troiaggine. Stava accadendo tutto così velocemente che mi sembrava un sogno. Figuratevi che durante un orgasmo si lasciò andare facendomi capire, volutamente o no, che si, aveva maneggiato altri cazzi e, durante una gran bella scopata, notando che lo desiderava pure lei, la inculai. Il mio cazzo, dopo averglielo leccato, entro liscio liscio e si lasciò scappare: "Pure dietro? Anche tu?" Tutto diventò palese e, con un po di imbarazzo da parte sua, ne parlavamo anche quando non eravamo a letto. Alle mie insistenze di farsi scopare in mia presenza prima diceva no, poi ni e poi: "Ma che sei matto? E con chi? Dove?". Le suggerii con uno con cui l'aveva fatto (penso solo con Piero). "Ma che fa scherzi?". Appena le dissi di un privè mi chiese di che si trattava. Quando glielo spiegai fu contraria per timore che qualcuno ci potesse riconoscere. Infine capitolò dicendo: "Se vuoi lo facciamo, però quando capita capita. Ma solo per farti contento". Avendo letto tanti racconti ricordai che quasi tutte dicevano così. Arrivò il momento di partire per la settimana di vacanza e di relax. Naturalmente tutta la famiglia. Appena lo vidi lo immaginai subito mentre inculava mia moglie. Era Samir, l'addetto alla piscina e, nello stesso tempo bagnino. Era molto gentile ed entrammo subito in confidenza. Era marocchino, 22 anni. Decisi subito di giocare su due fronti. Con mia moglie, cercando di renderlo simpatico e interessante ai suoi occhi, dicendole che lui non faceva altro che ammirare le sue cosce e il suo culo quando lei era sdraiata a prendere il sole; che avevo l'impressione che Samir se la volesse fare e che i marocchini erano famosi per i loro cazzi grossi. Ci riuscii e notai che i suoi atteggiamenti nei confronti di Samir erano quelli di una donna disponibile. Glielo accennai e le consigliai di approfittarne e di provare a invitarlo nel nostro alloggio nel pomeriggio quando i bambini erano ai giochi e partecipavano all'animazione a loro dedicata, dalle 16,30 alle 18. Nello stesso tempo giocai con Samir. In confidenza, da uomo a uomo, parlando di donne, facendomi capire che di mogli puttane al villaggio se ne era fatte tante, non riuscendo ancora a capire da dove venne fuori tutto questo mio coraggio, gli chiesi se le piaceva mia moglie. Il suo sorriso fu la risposta affermativa. Lo invitai a provarci e quando fui certo che lui non pensava che scherzassi, gli dissi: "Corteggiala che se ci riesci ce la scopiamo insieme". Il pomeriggio del terzo giorno, i bambini erano già ai giochi, lei, stranamente in quanto il pomeriggio preferiva riposarsi, disse che andava in piscina. Andammo insieme. Io non le chiedevo nulla e lei non mi diceva nulla, chi mi teneva informato era Samir. Mi diceva che lei era titubante, che gli faceva capire che ci stava ma qualcosa la tratteneva. Quando vidi che lui era nei paraggi mi allontanai con una scusa e mi sistemai in un posto da dove potevo vedere senza essere visto. Passeggiava nervosamente lungo il bordo della piscina a braccia conserte fumando una sigaretta. Indossava il bichini verde, quello che piaceva tanto a me. Era da scopare li, in presenza di tutti. Mi eccitai. Ecco che le si avvicina Samir. Naturalmente non sentivo niente. Guardarono entrambi l'orologio. Lo guardai pure io: erano le 17,10. Forse ormai era troppo tardi per invitarlo da noi. Lui le indicò qualcosa e si allontanò. Lei, la conoscevo bene, era nervosissima, non sapeva cosa fare. Ad un tratto ritornò sotto l'ombrellone, spense la sigaretta, si guardò attorno, vide che non c'ero e si avviò nella stessa direzione di Samir. Pensai che non poteva essere diversamente. Mi venne di segarmi ma non potevo. Ritornò dopo una ventina di minuti. Usò la doccia della piscina, si guardò attorno e si tuffò. Uscii dal mio nascondiglio e, facendo l'indifferente, mi avvicinai. Le chiesi, facendo finta di non essermi accorto di nulla, come mai si fosse tuffata senza di me. Rispose: "Con questo caldo.....non resistevo più". Uscì e venne sotto l'ombrellone. Arrivò Samir e, mentre lei era intenda ad asciugarsi, mi fece il segno do ok con il pollice. Lei non mi disse nulla. Che troia! Quando mi fu possibile mi avvicinai a Samir. "Allora?", chiesi. Mi fece segno con la mano come per dirmi: <<Che troia che ti ritrovi>>. Mi disse che le aveva chiesto di raggiungerlo nel magazzino della piscina. Senza che gli chiesi altro mi disse che dopo averlo segato gli aveva fatto un pompino. Poi l'aveva scopata alla pecorina nella fica. Gli chiesi se a lui era piaciuto e rispose di si. "E a lei?" "Cazzo! Si teneva la bocca chiusa con la mano per non gridare. E' venuta due volte e io sono venuto nella sua fica". Mi disse che lei l'indomani l'aspettava da noi ma non gli aveva detto che ci sarei stato pure io. Solo l'indomani mattina, mi disse lei, che si erano messi d'accordo per il pomeriggio da noi. Erano le 16,20, i bambini andarono via e noi ci preparammo ad accogliere Samir. Lei era imbarazzata. Non nascondo che lo ero pure io. Eravamo, come abitudine quando ci trovavamo nell'alloggio, io in pantaloncini e lei con un prendisole che le arrivava fino a metà coscia, slip e senza reggiseno. Eravamo seduti nel terrazzino antistante e, dopo qualche minuto lo vedemmo arrivare. Pina rientrò e non appena lui arrivò, anche lui imbarazzato per la verità, gli sussurrai di non parlare del giorno prima. Mi fece cenno di si col capo, entrammo e chiusi la porta. Lei era seduta sul bordo del letto dalla parte dei piedi. Appena vide Samir accennò un sorrisino a mo di saluto recitando la parte di chi è emozionata e a disagio. Ero convinto che era solo per la mia presenza. Lo stesso Samir fece la parte del meravigliato per la mia presenza. Anche lui era a dorso nudo e in pantaloncini. Mi sedetti a fianco di Pina e dissi: "Mia moglie ha il piacere di conoscerti" A volte mi sorprendo io stesso, figuratevi mia moglie che mi guarda meravigliata nel momento in cui la stavo offrendo ad un altro. Continuai: "Samir, dimmi la verità, che ne pensi di mia moglie? E' vero che te la faresti volentieri?" "Ma che dici?" sussurrò lei. "E dai ammettilo che te lo faresti pure tu" dissi facendo finta di non sapere del giorno prima. Infatti si scambiarono uno sguardo. "Samir guarda come ti desidera, ha i capezzoli già duri". Girandomi leggermente di fianco allungai la mano sinistra sulle sue tette. "Ma dai, che fai? Mi fai vergognare", sussurrò prendendomi la mano come per allontanarla. "Ma se non resisti più! Scommetto che pure Samir non vede l'ora di fotterti" "Ma che linguaggio usi?" "Scommetto che Samir ce l'ha già duro. Non sei curiosa?". Al che invitai Samir ad avvicinarsi. Era ritto davanti a noi seduti. La troia guardava lì. Le strizzai il capezzolo e la sentii sospirare. La prendo per il polso sinistro finché la sua mano non fu a pochi centimetri dal cazzo di Samir. Appoggiò la mano lì e prese a tastarlo strappandogli un gemito. Salii sul letto in ginocchio dietro di lei e le palpai con più decisione le tette. Presi il suo braccio destro e lei capì cosa fare. Lo tastò con ambedue le mani. Le sfilai da su il prendisole. Mi lasciò fare. Le sue tette erano al vento; palpai e le strizzai i capezzoli. Anche Samir allungò la mano sulla sua tetta destra. Io gioco su quella sinistra, mentre lei continua a torturare il cazzo di Samir. Le spostai i capelli e le leccai l'orecchio. Sospirò forte e gemette. Le scoprii completamente le cosce e toccai gli slip. "Mmm, come sei bagnata! Guarda Samir, guarda come desidera il tuo cazzo". Al che Samir raggiunse la mia mano e la toccammo insieme. Era fuori di se e non appena le sussurrai di tirarlo fuori gli abbassò giù contemporaneamente pantaloncini e slip. Scattò fuori una mazza che di uguali non ne avevo mai visto. Non potei fare a meno di esclamare: "Cazzo, che cazzo!". Non era meno di 23-24 cm. e così grosso che Pina stentava ad impugnarlo. Lo segò e giocò con le palle grosse e piene di sborra. Facendo finta di non sapere del giorno prima le chiesi: "Hai visto che cazzone? Te l'avevo detto che i marocchini hanno un cazzo fuori dal comune. Ti piace?" "Eheee. Siii" "Samir sta aspettando che glielo lecchi. Non ti va di prendere questo cazzone in bocca?" "Sii". Al che lo leccò tutto e poi lo prese in bocca giocandoci con la lingua. I gemiti di Samir non lasciavano dubbi sul suo lavoro di lingua. Ormai il clima era infuocato: il cazzo di Samir stava scoppiando; lei era fuori di se; io entrambe le cose. Non poteva essere altrimenti nel vedere mia moglie, per la prima volta, alle prese con un altro cazzo. E che Cazzo! Mi liberai di po che indossavo, mi spostai e feci distendere Pina. Restò con le gambe a penzoloni e Samir inginocchiandosi le sfilò gli slip e si tuffò fra le sue cosce. Non appena la sua lingua prese a frugare fra le sue grandi labbra e sul clitoride, lei gemette forte e prese ad agitarsi tutta. Il mio cazzo era proprio sul suo viso; lo prese con la mano e, alzandosi sul gomito, lo ficcò in bocca e incominciò a farmi uno di quei suoi pompini, finché dopo qualche minuto, dimenandosi forsennatamente, gridò: "Ahaaaaa. Siiiii, ohooooo" "Che fa godi troia?" Se lo sfilò dalla bocca e gridò: "Si, siii, godooooooo". Poi Samir si rialzò, le sollevò le cosce e, quando lei stessa indirizzò il cazzone nella giusta direzione, con un colpo di reni glielo fece entrate tutto in fica facendola gridare ancora di piacere. Io, completamente fuori di me per la troiaggine di mia moglie, mi sistemai a cavallo sul suo viso e prese a leccarmi le palle mentre con la mano destra me lo segava e con la sinistra tastava alternativamente il cazzo di Samir e il suo clitoride. Il suo secondo orgasmo fu ancora più intenso e più devastante del primo. Nel frattempo prese a mordermi le palle strappandomi un <<Troia, ma quanto sei troia>>. Anche Samir salì sul letto e sistemando si supino la tirò su di se. La troia lo cavalcò. Mi sistemai dietro di loro e me lo segavo a guardare lei che faceva su e giù sul cazzone di Samir. Lei si chinò in avanti e sentendo i risucchi delle loro lingue mi spostai per guardarli mentre si slinguavano selvaggiamente. Che spettacolo! Ero così fuori di me che stavo quasi per venire, poi guardando il suo culo che, muovendosi su Samir, era come un invito, mi sistemai dietro di lei in modo che la potessi inculare. La troia si girò e disse: "Si, si inculami" Quando glielo affondai tutto dentro, sincronizzando i miei movimenti ai loro, lei manifestò il suo piacere gridando: "Ahaaa, Ohoooo. Si due cazzi. Che bellooo! Sempre cosììì". Le chiesi se si sentisse più troia e rispose di si. Dopo un paio di minuti le sborrai nel culo e lei ebbe il suo terzo orgasmo. Un orgasmo che sembrava non finire mai. Continuò a dimenarsi anche quando glielo sfilai. Era completamente impalata sul cazzo di Samir e roteava il bacino. Il cazzo di Samir non lo vedevo più, era tutto dentro, vedevo solo le sue palle. Il mio cazzo restò duro e mi sistemai in ginocchio dalla parte delle loro teste. Lei continuava a godere e quando Samir le disse di cambiare lei si sfilò il cazzo dalla fica e, restando nella stessa posizione prese il mio cazzo in bocca. Mi chinai su di lei, allargai le sue chiappe e vidi la mia sborra che usciva dal suo buco. Samir le schiaffò il cazzone fra le chiappe e lei, presa ancora dalla libidine, si dimenò oscenamente. Ma quando il cazzone imboccò la strada giusta si lamentò in un modo come se le mancasse il respiro. Sfido io, con un cazzone del genere nel culo.....Si sentì spaccare tutta ma ben presto ritornò a godere. Era felice di avere un tal cazzone nel culo e prese a succhiarmi fino a tirarmi l'anima. Le sborrai in bocca e la bevve tutta. Continuò ad avere orgasmi su orgasmi e quando Samir gridò che stava per venire la troiona di mia moglie si girò, se lo ficcò in bocca, menandolo nel frattempo con ambedue le mani. Il cazzone di Samir eruttò un fiume di sborra e lei la prese tutta in bocca. Samir continuò a scoparla in bocca ancora per qualche minuto ed io, trovandomi dietro di lei, non potei fare a meno di guardare il buco del suo culo aperto a dismisura. Poi Pina si abbandonò sfinita, supina. Samir la cavalcò e le piantò il cazzo fra le tette. Lei glielo teneva stretto e lui muovendosi venne ancora inondandole il mento e il collo. Che troia! Com'è bello però avere moglie troia così. Fu così anche il giorno dopo e il giorno dopo ancora. Poi l'ultimo giorno di permanenza Samir manifestò il desiderio di passare la notte con lei. Il fatto era però che non era solo per lui, in quanto doveva sdebitarsi con l'amico collega che l'aveva sostituito nei pomeriggi in cui era stato con noi. Insomma, a parte tutto come poteva essere tutta la notte? Francamente io non avevo problemi, ma lei fece finta di fare resistenza: "Se si svegliano i bambini e non mi trovano? E poi che so chi è l'altro" Quando le dissi che si trattava del ragazzo biondo, italiano, 18-19 anni che era addetto al bar ma che spesso, nei momenti liberi era assieme a Samir, incominciò a convincersi; e quando le dissi che sarebbe potuta andare da loro dopo che i bambini si fossero addormentati si convinse del tutto. Andò da Samir, nel suo alloggio, che era da poco passata la mezzanotte. Io naturalmente non andai a letto. Me ne stetti sdraiato fuori, sotto il porticato, al buio, fumando un pacchetto di sigarette eccitandomi in continuazione immaginando la sua esibizione. Di tanto in tanto controllavo che i bambini dormissero. La vidi arrivare quando erano da poco passate le 05,00 del mattino. Era sfinita e dopo aver chiesto dei bambini si distese sulla sdraio accanto. Le dissi che sapeva di sborra. "Per forza..Ho preso e bevuto tanta di quella sborra stasera che.......Poi è venuto pure un altro". Rimasi sbalordito ma eccitato nello stesso tempo. Si trattava del giardiniere, anche lui marocchino. Mi parlò di lui e del suo cazzo enorme, ancora più grosso di quello di Samir. In pochi minuti mi raccontò di qualche particolare e mi eccitai così tanto che dovetti chiederle se si sentiva ancora di fare un pompino. "Uno più uno meno, che cambia", disse.

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